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CONCERTO NUVOLA 28.02.2019

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                 Nuno Coelho #4 ¸ Elmer de Haas (r)     _MG_7574

                 Nuno Coelho  (foto Elmer de Haas)                                                                          Veronika Eberle

 

L’appuntamento per scoprirlo sarà il 28 febbraio, quando le musiche di Mendelssohn, Dvořák e Beethoven animeranno la Nuvola Lavazza: un connubio tra classicità e segni  contemporanei che vede protagonista della serata la Filarmonica Teatro Regio Torino, riconosciuta a livello internazionale come una delle più importanti orchestra europee, diretta per l’occasione dal maestro Nuno Coelho, con la partecipazione della violinista Veronika Eberle.

Tra i più promettenti direttori emergenti sul panorama internazionale, vincitore del prestigioso Cadaqués Orchestra International Conducting Competition e attuale assistente di Gustavo Dudamel , Nuno Coelho è per la prima volta sul podio dell’orchestra torinese, affiancato dalla violinista Veronika Eberle, solista di fama mondiale, dal prorompente talento e dalla raffinata sensibilità, acclamata esecutrice, con orchestre del calibro dei Berliner Philharmoniker e in fondamentali registrazioni come il concerto di Schumann e il concerto di Brahms con la Swedish Radio Symphony diretta da Daniel Harding. Il suo Stradivari “Dragonetti” del 1700 prenderà vita nello spazio della Centrale di Nuvola, un edificio di fine ‘800 nato per la produzione e trasformazione dell’energia elettrica, esempio di quella architettura industriale Liberty di cui Torino era all’epoca capitale.

 

PROGRAMMA

 

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 – 1847)

Le Ebridi (La grotta di Fingal), Ouverture da concerto in si minore per orchestra, op. 26 (MWV P7)

 

Antonín Dvořák (1841 – 1904)

Concerto per violino e orchestra in la minore, op. 53 (B108)

 

Ludwig van Beethoven (1770 – 1827)

Sinfonia n° 7 in la maggiore, op. 92

 

Composta nel 1829 con l’intento di trasporre in musica le impressioni ricavate dal suo recente viaggio in Scozia, l’Ouverture Le Ebridi, conosciuta anche con il nome di La grotta di Fingal, è considerata una delle migliori composizioni scritte da Mendelssohn in questo genere: Wagner la considerava la miglior ouverture di tutta la musica romantica. Articolata nella forma tipica del primo tempo di sinfonia, l’Ouverture si distingue per due aspetti: da un lato l’impressione di crescita organica che caratterizza l’Esposizione, fatta di una continua apertura ed espansione più che di un contrasto tra due temi differenti; dall’altro l’estrema coerenza del materiale tematico, fatto in sostanza di poche ed elementari cellule melodico-ritmiche, elaborate continuamente per generare i diversi temi della composizione, il risultato è l’impressione di coerenza, di «spontaneità» che se ne ricava all’ascolto.

 

Come aveva fatto con Brahms, per il Concerto op. 77, il celebre violinista ungherese Joseph Joachim chiese a Dvořák di scrivere un concerto per violino e orchestra. Dvořák accettò ma la stesura (e anche le successive versioni) non convinse Joachim. A presentarlo fu Frantisek Ondricek, a Praga, il 14 ottobre 1883.

Ne uscì un lavoro dal taglio classico, con le migliori caratteristiche del linguaggio di Dvořák: cantabilità popolaresca, lirismo e invenzioni armoniche.  Per la sua ricchezza di espressioni e la finezza delle idee, il Concerto per violino divenne in breve tempo una delle composizioni più popolari di Dvořák, insieme alla Sinfonia n. 9 e al Concerto per violoncello.

 

La Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven nasce tra l’autunno 1811 e il giugno 1812, contemporaneamente all’Ottava e alle musiche di scena per Le rovine d’Atene. La prima esecuzione pubblica, sotto la direzione dello stesso compositore, fu organizzata l’8 dicembre 1813 nella sala dell’Università di Vienna, l’accoglienza fu entusiastica, in particolare in virtù del secondo movimento, l’Allegretto, di cui venne richiesto il bis. Considerando la natura particolare delle sinfonie Ottava e Nona, si può dire che con la Settima Beethoven chiude un capitolo nella storia della sinfonia, esaurendo tutto il potenziale linguistico e comunicativo evidenziato dalle ultime sinfonie di Haydn e Mozart circa venti anni prima.  Questa Sinfonia è l’apoteosi stessa della danza., è la danza, nella sua essenza più sublime» o come commentato da Wagner “ una festa dionisiaca: certo è una vera orgia di suoni e di ritmi, una pagina di una forza e di un’irruenza indescrivibili”

 

28 febbraio 2019 – 20.30 La Centrale – Nuvola Lavazza – via Ancona 11/a

Biglietti disponibili presso lo Store del Museo Lavazza e online su https://bit.ly/2MSjkxq

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