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Concerto Mildenberger 17.12.2018

FELIX MILDENBERGER

Nato nel 1990 in Germania, Felix Mildenberger inizia la sua educazione musicale con violino, viola e pianoforte prima di studiare direzione d’orchestra a Friburgo e Vienna dal 2011 al 2015. Nel 2016 e 2017 è stato Conducting Fellow per l’Aspen Music Festival, dove ha studiato con Robert Spano, Markus Stenz, Hugh Wolff, Michael Stern, Patrick Summers, Larry Rachleff, Johannes Debus e Federico Cortese. È stato assistente di vari direttori come Paavo Järvi, Robin Ticciati, Emmanuel Krivine, Robert Spano, Jakub Hrusa, Constantinos Carydis, Jane Glover e altri. Premiato al 12° Concorso Internazionale di Direzione di Cadaqués e al “Robert Spano Conductor Prize“ 2016 dell’Aspen Music Festival, dal 2017 è anche vicedirettore dell’Orchestre National de France. Oltre al suo impegno a Parigi, dove lavora a stretto contatto con Emmanuel Krivine e dirige molti concerti nella stagione, è primo direttore e direttore artistico della Symphonieorchester Crescendo Freiburg, da lui co-fondata nel 2014. È stato inoltre insegnante di direzione d’orchestra all’Università della Musica di Friburgo dal 2015 fino al 2017. Dal 2017 è Conducting Fellow presso il Dirigentenforum del German Music Council e presso la “Akademie Musiktheater heute” della Deutsche Bank Stiftung. Con la guida e il patrocinio di direttori come Emmanuel Krivine, Paavo Järvi e Gerhard Markson, Felix Mildenberger ha già lavorato con molte orchestre a livello nazionale e internazionale, come l’Orchestre National de France, la Orquestra de Cadaqués, la Frankfurt Radio Symphony Orchestra, la Staatskapelle Halle, i Nürnberger Symphoniker, i Thüringer Symphoniker, gli Heidelberger Philharmoniker, l’Orchestra Sinfonica di Tenerife, la Belgrade Philharmonic Orchestra, la Tonhalle Orchestra di Zurigo, la Trondheim Symphony Orchestra, la Lucerne Festival Strings, la Anhaltische Philharmonie Dessau, la Südwestdeutsche Philharmonie Konstanz, la Württembergisches Kammerorchester Heilbronn, la George Enescu Philharmonic Orchestra di Bucarest, la Rousse Philharmonic Orchestra e altre. Durante la stagione 2018/2019 Felix Mildenberger debutterà con la Nagoya Philharmonic Orchestra in Giappone, la St. Petersburg State Capella Symphony Orchestra, la Magdeburger Philharmoniker, l’Orchestre National des Pays de la Loire, la Brucknerorchester Coburg e la Transylvanian State Philharmonic Orchestra. Tornerà inoltre all’Orchestra Filarmonica di Belgrado e all’Orchestre National de France. È stato vicedirettore in produzioni operistiche all’Aspen Opera Center e alla Académie Lyrique di Rochefort in Francia e ha diretto concerti durante l’Impuls Festival for Contemporary Music 2015 a Dessau. A seguito della partecipazione al 7° International Sir Georg Solti Conducting Competition nel 2015 a Francoforte, la Frankfurt Radio Symphony Orchestra lo ha invitato come direttore ospite per una serie di concerti.

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Essere la pagina più conosciuta di un’opera. Questo è il destino dell’ouverture di Ruslan e Ludmilla di Michail Glinka, compositore considerato il padre della musica russa. Una pagina vivacissima tipica dello stile post-rossiniano in voga all’epoca (siamo nel 1842) in cui l’opera venne composta. La prima rappresentazione fu un solenne fiasco che fece cadere in profonda depressione il compositore, ma anche in seguito, a parte l’ouverture, l’opera fu conosciuta quasi solo per la versione coreografica del primo atto fatta da Djagilev nel 1909. Ruslan i Ljudmila (Руслан и Людмила) era un giovanile poema epico romantico di Puškin uscito nel 1822 quando il poeta aveva 23 anni. L’azione ha luogo nella Russia medievale e narra delle imprese del guerriero Ruslan per ritrovare la sua promessa sposa, la principessa Ludmilla, rapita il giorno delle nozze. Maghi, streghe incantesimi e illusioni, nella trama sono presenti vari elementi fiabeschi che verranno utilizzati da quasi tutti compositori dell’Ottocento. L’ambientazione è fantastica, ma non assume i colori fiabeschi delle opere di Rimskij-Korsakov e i personaggi rimangono abbozzati nei tipi delle delle nazionalità russe. «Il padre della musica russa ha azzardato nel Ruslan una fusione originale tra l’opera fantastica di Weber e quella buffa di Rossini, pervenendo a un risultato piacevole, che traduce in una musica ammirevole l’aspirazione eroicomica del poema puškiniano». Nel 1995 Valerij Gergiev dirige al Mariinskij con grande senso del racconto,  un Ruslan e Ludmilla che viene registrato dalla Philips e riversato in DVD. Il cast è tra i migliori disponibili: Vladimir Ognovenko realizza qui il suo capolavoro d’artista, Larisa Djadkova en travesti è un memorabile Ratmir, mentre la Netrebko appare per la prima volta nella serie di incisioni realizzate da Gergiev al Mariinskij sfoggiando magnifico timbro e agilità belcantistiche.

L’ouverture-fantasia Romeo e Giulietta, a ragione considerata come il primo capolavoro di Čajkovskij, nacque dalla frequentazione dell’autore con Milij Balakirev, negli anni Sessanta dell’Ottocento figura carismatica della musica russa. In effetti a Balakirev sono dovute tanto l’idea di una composizione ispirata alla tragedia di Shakespeare quanto le direttive secondo le quali il progetto fu realizzato. E Balakirev fu la sola persona che con le sue critiche riuscì a persuadere Čajkovskij a rielaborare più volte una composizione: dopo aver composto l’ouverture-fantasia nel 1869, l’autore vi rimise mano l’anno seguente modificandone l’introduzione, parte dello Sviluppo e la conclusione, e ancora nel 1880 riscrivendone l’epilogo. La terza e ultima versione è quella, oggi comunemente eseguita, di un pezzo che risente, sotto vari aspetti, di Liszt e di Glinka, oltreché dello stesso Balakirev, e nel quale Čajkovskij concilia con efficacia le esigenze della forma sinfonica (lo schema di sonata) con i presupposti di caratterizzazione e rappresentazione drammatica della musica, accentuando i contrasti tra i diversi soggetti tematici.

Il compositore renano Engelbert Humperdinck arrivò per caso all’idea di scrivere Hansel e Gretel, la sua prima opera. Già nel 1888 la sorella Adelheid gli chiese come cortesia di comporre delle musiche per una fiaba da lei scritta sul soggetto di Biancaneve, per divertire i bambini durante un’occasione familiare. Spinto dal successo caloroso ottenuto tra i parenti, Humperdinck compose altri Lieder per i nipoti in successive occasioni e infine giunse all’idea di scrivere un’opera teatrale su soggetto fiabesco. Propose dunque ad Adelheid di preparare una rielaborazione della celebre fiaba dei fratelli Grimm Kinder-und Hausmärchen. Rispetto al testo originale, la mano della sorella evitò il brutale realismo della storia dei Grimm a favore dell’elemento fantastico, in particolare grazie all’inserimento delle due figure magiche di Sabbiolino e Rugiadino. Il lavoro fu accolto con eccezionale favore nell’ambiente musicale tedesco: basti dire che le tre prime esecuzioni, avvenute a distanza di pochi giorni l’una dall’altra a Weimar, Monaco e Karlsruhe, furono dirette rispettivamente da Richard Strauss, Hermann Levi e Felix Mottl, ossia dai direttori più autorevoli dell’ambiente wagneriano. Dopo un battesimo del genere, l’opera ebbe una diffusione straordinaria non solo in Germania, ed è tuttora uno dei capisaldi del repertorio nei teatri di lingua tedesca.

The Typewriter è un particolare brano strumentale scritto da Leroy Anderson nel 1950, ed eseguito per la prima volta dalla Boston Pops Orchestra. Il titolo si riferisce al fatto che per eseguire il brano è necessaria una macchina per scrivere, da utilizzare sul palco: la tastiera, il campanello e la leva di a-capo, producono la maggior parte delle note che compongono il brano, benché Anderson abbia dimostrato che al posto della leva di a-capo è possibile utilizzare uno shekere.  La macchina da scrivere è stata modificata in modo che funzionino solo due tasti; benché si possa pensare che per “suonare” una macchina da scrivere serva un dattilografo, Anderson ha detto che solo un percussionista esperto possiede la necessaria flessibilità del polso. È stato definito “Il brano di repertorio orchestrale più intelligente e spiritoso”. Il brano è stato utilizzato nel film con Jerry Lewis Dove vai sono guai! (1963).

Le composizioni per coro di voci bianche e orchestra di John Rutter. Compositore e direttore di coro inglese formatosi fortemente attivo a Cambridge nell’ambito del Clare College. Dal 1979 intensifica la sua attività di compositore e sue composizioni (Magnificat, Requiem, Mass of the Children, The Gift of Life e Visions) sono state eseguite in tutto il mondo. Costante presenza nell’ambito della Corte dei Reali d’Inghilterra i suoi brani sono state eseguiti anche in occasione di recenti nozze reali. Nel 1983 fonda il The Cambridge Singers con cui effettua numerose registrazioni e per le quali gli viene conferito il Landbeth Doctoratein Music. Nel 2007 viene Insignito del  Ordine dell’Impero Britannico.

Hodie (This Day) è una cantata di  Ralph Vaughan Williams (1872 – 1958), compositore britannico autore di sinfonie, musica da camera, opera liriche, musica corale e colonne sonore. Composta tra il 1953 e il 1954 è suddivisa in 16 movimenti per coro, coro di voci bianche, organo, orchestra, soprano, tenore e baritono. Questa cantata (di cui verrà eseguito il IX movimento titolato Lullaby) rappresenta una sintesi stilistica dell’arte di Vaughan Williams, attento a risaltare gli elementi prettamente britannici della musica, unendoli a testi biblici e poetici. Nel libro Albion: The Origins of the English Imagination, Peter Ackroyd scrive delle composizioni di Vaughan Williams:

Se questa musica dal forte spirito inglese potesse essere riassunta a parole, esse sarebbero probabilmente: all’apparenza familiare e banale, ma in realtà profonda e mistica, così come lirica, melodica, malinconica, nostalgica eppure senza tempo……non si è mai del tutto sicuri che si stia ascoltando un qualcosa di molto vecchio oppure un qualcosa di molto moderno.

 A chiusura del concerto una selezione di celebri brani natalizi racchiusa in una originale composizione di Leroy Anderson.

 

Mildenberger Photo Elle Logan