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CONCERTO DI NATALE – 16-12-2019

S. Prokof’iev     Sinfonia n° 1 in re maggiore op. 25 “Classica”

M.Ravel           Ma mére l’oye

P. Dukas          L’apprendista stregone

B. Britten         Psalm 150 op. 67

J. Rutter          What Sweeter Music

J Rutter            For the Beauty of the Earth

A. Lavandier     A Christmas Medley

 

«Trascorsi l’estate del 1917 nella più completa solitudine nelle vicinanze di Pietroburgo», scrive Prokofiev nell’autobiografia. «Leggevo Kant e lavoravo molto. Il pianoforte lo lasciai di proposito in città… Avevo l’intenzione di comporre un’opera sinfonica senza l’aiuto del pianoforte. In un’opera siffatta i timbri orchestrali avrebbero dovuto essere più puri. Ecco come nacque l’idea della Sinfonia nello stile di Haydn… Quando cominciò a prendere forma concreta la battezzai col nome di Sinfonia Classica». Così scrisse Sergej Prokofiev nella sua autobiografia. Il 21 aprile del 1918 Prokofiev ne diresse la prima esecuzione con l’ex-orchestra di Corte alla presenza di Gorky, di A. Benois e del Commissario per l’istruzione popolare, dal quale in questa occasione ottiene il consenso per recarsi in America. La Sinfonia n° 1 in re maggiore, op.25 “ Classica “ è l’opera di un musicista del Novecento che seppe conciliare, modernità e tradizione, tramite la ricreazione musicale di forme antiche con spirito e mezzi moderni. La modernità di Prokofiev si rivela nel processo musicale, negli scarti armonici o in certi  “spigoli” ritmici di cui è disseminata la partitura e infine nella fantasia e ricchezza della strumentazione, dove l’umorismo di Prokofiev si scatena in continue e inaspettate soluzioni timbriche. Il tutto in appena quindici minuti di musica bellissima.

 

Attirato ripetutamente dalle tematiche infantili e dal mondo delle fiabe, Ravel diede nel 1908 un proprio contributo con Ma mère l’Oye, una raccolta ispirata ad alcune celebri fiabe tratte dai letterati del Sei-Settecento Charles Perrault, Marie Catherine d’Aulnoy e  Marie Leprince de Beaumont. Il titolo dell’intera raccolta deriva dall’antologia di Perrault, Contes de ma Mère l’Oye. La composizione, per duo pianistico, fu dedicata ai piccoli Jean e Mimie Godebsky, figli dei coniugi Ida e Xavier-Cyprien, forse i più cari amici che Ravel abbia avuto. Il lavoro si rivelò però troppo difficile per i piccoli e la prima esecuzione avvenne due anni dopo ad opera di due allieve di Marcel Chadeigne e Marguerite Long, la quattordicenne Génévieve Durony e l’undicenne Jeanne Leleu, futura “Prix de Rome”, che Ravel ringraziò con una delicata lettera. La partitura subì nel tempo diverse trasformazioni. Il direttore del Théàtre des Arts convinse Ravel a convertire in un balletto questa musica, che pur di  coreografico non aveva molto. Ciò nonostante, arricchita con un Preludio, una Danse de Rouet, alcuni brevi intermezzi di collegamento fra i cinque brani originari, Ma mère l’Oye approdò il 21 gennaio 1912 al palcoscenico, ottenendo un successo assai più lusinghiero di quello conseguito, a distanza di pochi mesi, da Daphnis et Chloe.

 

Uno dei casi più eclatanti, in cui il brano musicale ha ottenuto un successo di gran lunga superiore alla vicenda dalla quale derivava, è sicuramente quello relativo a “L’apprendista stregone”, che ha alle spalle una storia che inizia addirittura nel II secolo. Nelle Philopseudes, dello scrittore satirico greco Luciano di Samosata si narra, infatti, di Eucrate, giovane apprendista del mago Pancrate, desideroso di carpire i segreti del suo maestro. Trovatosi un giorno da solo, il ragazzo sperimenta un sortilegio che aveva visto fare allo stregone che, grazie ad alcune parole magiche, riusciva ad animare un pestello ed inviarlo ad attingere acqua con un’anfora. L’incantesimo riesce ma Eucrate, ignorando la formula necessaria per riportare l’oggetto allo stato iniziale, non è in grado di fermarlo, per cui esso continua imperterrito a prendere l’acqua e a versarla dentro la casa del mago. Solo il ritorno del mago porrà fine a quella situazione incresciosa ed anche all’apprendistato di Eucrate. La storia fu ripresa nel 1797 da Goethe che, rispetto all’originale, sostituisce il pestello con una scopa e con il finale che non specificava la sorte toccata all’apprendista. Giusto un secolo dopo, il francese Paul Dukas ispirandosi a Goethe, compose L’apprendista stregone, breve brano di natura descrittiva, tipico della cosiddetta musica a programma. E’ senza dubbio il suo brano più celebre, se non altro perché passato alla storia nel 1940 nell’interpretazione disneyana con Topolino come protagonista: il pezzo fa infatti parte di Fantasia e, per la cronaca, detiene il primato di esser stato il primo lavoro con destinazione cinematografica inciso in stereofonia (Stokowski, il celebre direttore che firmò la colonna sonora del film, lo registrò con alcune sovraincisioni, per ottenere l’effetto, all’epoca pionieristico).

 

Una commissione molto vicina al cuore di Britten: il centenario della sua vecchia scuola a Lowestoft, ora chiamata Old Buckenham Hall School. E Britten risponde con un pezzo che tutti potevano eseguire insieme. L’ambientazione di Britten dell’ultimo Salmo di David è stata scritta per essere eseguita da musicisti di tutte le forme, dimensioni e abilità, anche se preferibilmente di età scolare. Ha quindi  è tanto più accattivante quando la performance è un po ‘approssimativa nella sua messa a punto, perché evoca il fascino di un concerto scolastico. La risposta di Britten alle parole è in genere estrosa e divertente, con i violini che imitano il suono delle arpe e un particolare “effetto” quando le parole “lodalo con il forte piatto (cymbal)” vengono cantate e poi urlate. Si possono immaginare i ragazzi in competizione in quel momento

 

Nato a Londra, ha studiato all’Highgate School assieme a John Taverner Ha inoltre studiato musica al Clare College dell’Università di Cambridge, istituto in cui successivamente è stato nominato docente di organo prima e direzione corale poi dal 1975 al 1979.  Le composizioni di Rutter sono prevalentemente rivolte alla musica corale di genere mottettistico e nel 2002 la sua versione del Salmo 150, commissionato per il Giubileo d’oro della Regina, è stato eseguito per la S.Messa del Giorno del Ringraziamento nella Cattedrale di St. Paul a Londra. La musica di Rutter è molto popolare, particolarmente negli Stati Uniti (il programma Today Show sulla NBC lo ha definito “il più grande compositore e direttore di musica corale vivente”); In termini di performance e successo commerciale, egli è indubbiamente il compositore corale di maggior successo della sua generazione, e probabilmente di tutto lo scorso secolo. Ad esempio, si stima che la sua Shepherd’s Pipe Carol, scritta quando era ancora studente, abbia venduto oltre un milione di copie soltanto di partiture.

 

Come coniugare tradizione e contemporaneità all’interno di un programma concertistico? Offrendo ad un compositore contemporaneo la possibilità di una composizione originale basata su temi tradizionali. Ecco come nasce “ Christmas Medley” di Arthur Lavandier. Una prima assoluta, una sorpresa anche per la Filarmonica TRT, che non mancherà di stupire anche il pubblico presente in sala.