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Concerto del 27 ottobre 2018

Ein deutsches Requiem (noto in Italia come Requiem tedesco) è un’opera sacra di Johannes Brahms. Completato nel 1868, è un lavoro sinfonico corale polifonico che consacrò il trentacinquenne compositore tedesco.

Non si tratta di un requiem in senso propriamente liturgico e non ha una diretta relazione con le messe funebri in latino come quelle di Mozart o Verdi.  Si tratta infatti di un’opera concepita essenzialmente per le rappresentazioni concertistiche. Questa funzione si rispecchia indirettamente nel testo, che è di forma abbastanza libera. Brahms stesso compose un libretto traendolo dalla Bibbia in tedesco nella versione di Martin Lutero.

La morte della madre, nel febbraio del 1865 (alla cui memoria il compositore ha dedicato l’opera) diede la spinta decisiva per la composizione.Un’esecuzione parziale della partitura, limitata ai primi tre movimenti, si ebbe nel 1867 con Johannes Herbeck sul podio e il baritono Rudolf Panzer come solista.

Fu un disastro.

Ciononostante, Karl Reinthaler, maestro di cappella nel duomo di Brema, era così convinto del valore di questa composizione che se ne assicurò la prima esecuzione completa, che diresse il 10 aprile del 1868. Questa volta il successo fu tale che il Requiem tedesco venne replicato il giorno successivo.

In seguito Brahms aggiunse Il brano per soprano solo e coro «Ihr habt nun Traurigkeit» e l’opera fu finalmente rappresentata nella sua attuale forma completa alla Gewandhaus di Lipsia il 18 febbraio 1869.

Il Requiem tedesco ha l’organico tipico del grande oratorio romantico, ma non ne ha i caratteri. Non ha nemmeno alcun rapporto con la Missa pro defunctis della liturgia cattolica ma è piuttosto un lavoro meditativo, privo di contrasti drammatici, un’opera corale che riflette la concezione protestante della morte intesa come trapasso a una vita migliore..

Il testo è costituito da passi tratti dall’ Antico e dal Nuovo Testamento, selezionati e montati dallo stesso Brahms in maniera del tutto personale, ma in modo da dare a ciascun movimento sostanza poetica e un preciso significato. I primi tre movimenti si possono raggruppare in una grande descrizione delle miserie della vita terrena e della sua fragilità, e introducono temi come la consolazione per i vivi, la confidenza nella bontà divina, l’attesa della resurrezione. Gli altri quattro movimenti evocano invece la felicità della vita eterna, la redenzione del mondo da parte di Cristo, la consolazione del Paradiso che attende l’uomo dopo le sofferenze dei giorni terreni.

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