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concerto 25 novembre 2017

Marek Janowski è uno dei grandi maestri della tradizione musicale tedesca. Riconosciuto in tutto il mondo per le sue interpretazioni di Wagner, Strauss, Bruckner, Brahms, Hindemith e della Seconda Scuola Viennese, ha un’estesa e illustre discografia in questo repertorio. Dal 2002 al 2016 è stato direttore artistico della Rundfunk Sinfonieorchester Berlin e il suo ciclo di opere wagneriane tra il 2012 e il 2013 è stato considerato esempio di un nuovo standard esecutivo dell’opera in forma di concerto. In questa occasione sarà per la prima volta alla guida dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino, con musiche di Wagner e Schumann.

I due preludi orchestrali, del primo e terzo atto, dell’opera I Maestri Cantori di Norinberga apriranno il programma.

Dopo le fatiche del Tristano e Isotta Wagner andò a Venezia, dove vide l’Assunzione della Vergine di Tiziano. “Mi diede un’emozione estetica di straordinaria elevatezza, cosicché dopo questa esperienza mi sentii improvvisamente rianimare in tutta la mia energia vitale. Decisi di comporre i Maestri cantori. Durante un magnifico tramonto, contemplando dal mio balcone la splendida vista della città “d’oro” di Magonza col Reno che le scorreva davanti maestoso in un fiammeggiare di luci, sentii formarsi improvvisamente nell’anima, nitido e preciso, il preludio dei Maestri Cantori, che una volta m’era apparso con oscuri contorni a guisa d’un lontano miraggio. Lo notai tale a quale come ora sta nella partitura, racchiudente in sé, con la maggior precisione, i motivi principali dell’intero dramma.”

Concluderà la prima parte del concerto L’Idillio di Sigfrido, concepito come regalo di compleanno per la seconda moglie Cosima, ed eseguito a sorpresa al suo risveglio il 25 dicembre 1870 nella villa di Tribschen. Scrive Cosima nel diario: “Non posso raccontarvi niente di questa giornata, bambini miei, niente riguardo ai miei sentimenti, niente riguardo al mio stato d’animo, niente, niente. Posso solo informarvi, chiaramente e semplicemente, di cosa è successo. Quando mi sono svegliata ho sentito un suono che cresceva d’intensità, e non mi sembrava più di sognare, la musica mi avvolgeva, e che musica! Al termine, Richard mi raggiunse insieme ai nostri cinque figli e mise fra le mie mani la partitura del suo “regalo sinfonico di compleanno”. Ero in lacrime, ma lo era anche il capofamiglia: Richard aveva disposto l’orchestra nelle scale e così aveva consacrato la nostra Tribschen per sempre!”

Infine, la Quarta Sinfonia in re minore di Robert Schumann, composta nel 1841 e completamente rivista dieci anni più tardi dal compositore prima della pubblicazione. Schumann ha sempre cercato di spostare i confini delle forme classiche e in questo caso trasforma la sinfonia in quasi una fantasia. In passato già Beethoven, Mendelssohn e Berlioz avevano dato maggiore unità alla forma sinfonica, ma Schumann nella Quarta fa un passo ulteriore, sviluppando tutto il materiale musicale da quello esposto nell’Introduzione, prescrivendo l’esecuzione di tutti i movimenti senza interruzione. La sinfonia ebbe un grande successo di pubblico, anche se fu uno degli ultimi ottenuti in vita da Schumann come compositore e direttore.

Marek Janowski © Felix Broede

Marek Janowski © Felix Broede