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#Antropocene – Teatro Regio – 25 / 26 maggio 2018

Antropocene è un termine coniato negli anni ottanta dal biologo Eugene F. Stoermer e adottato dal Premio Nobel per la chimica Paul Crutzen nel libro Benvenuti nell’Antropocene e indica l’epoca geologica attuale, nella quale all’essere umano e alla sua attività sono attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche. Il primo studioso a proporre una definizione specifica per l’era geologica in cui la Terra è massicciamente segnata dalla attività umana fu il geologo Antonio Stoppani, il quale nel 1873 scrisse che l’attività umana rappresentava una nuova forza tellurica e propose il termine di era antropozoica per definirla.

 #ANTROPOCENE Oratorio per voci, violoncello solista e orchestra

Trama:

Un uomo cerca di parlare con un operatore di call center a proposito dei disservizi, dei piccoli dannati problemi del suo dispositivo mobile. Mentre, tra difficoltà crescenti, ritenta più volte quest’operazione, parla con voci diverse.
Solo ad un certo punto si rende conto che le voci appartengono tutte alla stessa macchina evoluta e potente, in grado di rispondere a migliaia di chiamate contemporaneamente. Non è questo però, a segnare la svolta nel loro dialogo, in fondo per l’uomo non è difficile accettarlo, fa parte delle cose a cui si sta abituando in fretta. Più difficile per lui sarà accettare ciò che la macchina gli sta dicendo: la rete si sta spegnendo e lui è l’ultimo cliente che ha accesso al servizio. Fuori dal suo appartamento sta cominciando una nuova era. Forse rimpiangerà presto i piccoli dannati problemi di prima. Le cose che rendevano la vita così comoda hanno iniziato improvvisamente ad estinguersi. Lui stesso per sopravvivere dovrà adattarsi a farne a meno.
L’uomo resta attaccato al dialogo con il suo interlocutore digitale. I due parlano come farebbero due naufraghi su una zattera, tutto cambia in fretta nel giro di una telefonata. Gli antropòceni, gli abitanti dell’era più cool della storia del pianeta iniziano così, in una escalation tragicomica, la lotta per salvare dall’estinzione non tanto se stessi quanto le cose che gli sono più care.
Il dialogo è contrappuntato da romanze che scandiscono le fasi della “piccola passione” che conduce l’uomo dal suo tranquillo tecno destino a una strada totalmente ignota. Una strada che somiglia a un’evoluzione alla rovescia, a cui di nuovo dovrà abituarsi in fretta.

Marco Paolini, voce narrante e utente, il rapper Frankie hi-nrg mc (nome d’arte di Francesco Di Gesù) nella parte dell’operatore-macchina e voce concertante e la musica di Mauro Montalbetti sottolineano, nel dialogo tra la voce del violoncello di Mario Brunello e l’orchestra, le due diverse ispirazioni, quella della forma dialogica e quella della forma epica degli scenari

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